A Macerata, nella minuscola piazzette di via IV Novembre, abitava nonno Agostino, un anziano tuttofare molto amato dai bambini della via, affascinati dai suoi racconti per il modo di parlare divertente che accompagnava con una gestualità che faceva capire tutto.
Le donne con nonno Agostino facevano pazze risate e lo stimolavano a raccontare. Allora Agostino prendeva una scusa per allontanare i bambini, così poteva andare avanti nella narrazione. Noi bambini tendevamo l’orecchio, qualcosa si captava ma rimanevano curiosità inappagate. Le donne gli chiedevano: “Voi che ne avete combinate più di ‘Scùcchja’, diteci come è andata quella volta che siete rimasto chiuso in cantina per tutta la notte…”. – “Eh sì, quella notte dovetti scappare con i calzoni in mano e mi rifugiai in cantina, dietro una catasta di legna. Qualcuno chiuse la porta a chiave e io lì, zitto e buono, per non farmi scoprire. Per mia fortuna c’erano delle salsicce appese e, se non altro, potei soddisfare l’appetito dello stomaco!” – “E quella volta che siete dovuto saltare dalla finestra?” Domandò Bice con un sorriso malizioso che lasciava intendere come anche quella storia doveva essere davvero pungente…
Noi ragazzini non riuscimmo a saperne di più e solo molto più tardi l’intuito ci portò a capire cosa volessero dire quelle parole mozzate, quelle frasi lasciate in sospeso… Sì, nonno Agostino mai era stato sposato ma di donne non gliene dovevano essere mancate davvero!
Anna Zanconi
13 gennaio 2026


