Che il riso sia tra i cibi ben augurali è cosa risaputa e, probabilmente, lo si trova su molte tavole. Meno nota, invece, è la notizia che esisteva pure un riso nostrano.
È documentato che anche da noi il riso si coltivava. Un gruppo di appassionati studiosi ha rilevato che nei territori tra Macerata e Fermo, nei fondovalle fu introdotta questa coltura. Lo studio documenta che nella zona, dal 1600 fino alla fine del 1800, si coltivava l’appetitoso cereale. Una coltura pensata e realizzata a scopi specifici temporanei, prevalentemente su terreni in bonifica di fondovalle e “appezzamenti di terra adiacenti il mare”.
In base a una strana programmazione, queste coltivazioni furono introdotte per un tempo necessario a ottenere aree asciutte, dove impiantare poi le coltivazioni più tradizionali. La produzione, piuttosto limitata, raggiunse il suo apice in età napoleonica e risultava molto praticata. Interessante è anche sapere che alcune antiche ricette storiche sono “sopravvissute”. Forse la più nota del territorio è quella del “lo riso jallo” celebrato anche dagli stornelli popolari marchigiani: “Lu pranzu de li spusi non è véllu se manca ‘n-moccó de riso jallo”.
Attenzione, però, non si faccia confusione col riso con lo zafferano. A differenza del risotto milanese nel nostro, al posto dello zafferano, si metteva il tuorlo d’uovo. Il riso è ben augurale e lo si lancia sugli sposi, come in ogni matrimonio, ma è curioso sapere che l’antica tradizione lo voleva sempre presente sulla tavola nuziale, qualsiasi fosse il rango della coppia, perché di buon auspicio. Il piatto di cui parlo raccoglie le caratteristiche simboliche necessarie per offrire il giusto inizio a una nuova unione coniugale: il riso è simbolo di felicità e l’uovo, giallo come il prezioso metallo, promette ricchezza e prosperità economica.
Nella cottura si possono aggiungere anche alcune creste di gallo. Sì. Avete capito bene, il piatto prevede l’aggiunta di creste di gallo a pezzetti, più un po’ di pepe e ne scaturisce un piatto eccezionale. Le creste di gallo auguravano fertilità agli sposi. Sarà per il nome che evoca gioia e risate, ma il riso è da sempre considerato un portafortuna e qual è il risotto portafortuna per eccellenza? Quello con la melagrana. Specialità da provare!
Molte delle usanze e tradizioni legate al medioevo sono, purtroppo, ormai perse. Anticamente, in certi giorni si mangiava “solo bianco” (il cosiddetto biancomangiare) per ragioni simboliche. Ricordo che, dopo le tante abbuffate del periodo natalizio, il riso, ricevuto come dono augurale, va usato subito ed è perfetto per una dieta. Elegante e poco calorico.
Alberto Maria Marziali
30 agosto 2026


