Gli studi fatti da don Carnevale e da chi li sta continuando sono… una narrazione!?

Sono stata scambiata per Simonetta Torresi! Neanche fossi mai stata capace di polemica! Pensavo: speriamo non sia come la conferenza del professor Franco Cardini sul Capitulare de Villis, perché quella volta, in tre ore, non ho imparato niente! Fantasmi provocati…

Dunque, narrerò. Mercoledì 12 novembre, ore 16. E sono andata alla presentazione degli atti del II convegno Internazionale di Archeologia Medievale delle Marche, al Polo Bertelli dell’Università di Macerata. Alla presentazione ha fatto seguito il saluto al professor Umberto Moscatelli, che va in pensione, con l’offerta di un altro volume di contributi sull’archeologia marchigiana. Tutti e due i volumi sono stati elaborati negli ultimi due anni e, a quanto pare, ne esce un quadro ricco di scoperte, studi, conferme, tecniche, a riprova che nelle Marche c’è stato tanto Medioevo, ed è stato possibile anche questo ritmo di pubblicazioni, che peraltro tutti i professori intervenuti ritengono non sia il più adatto agli studi. Il problema è poi la fruizione, l’utilizzo, la divulgazione, la reale utilità.

Oggi il sistema universitario richiede decine e decine di pubblicazioni, ha saturato gli archivi, le bibliografie, i motori di ricerca. Dove trovi più di mille articoli su una parola chiave, non puoi fare in tempo a leggerli tutti. Forse neanche a leggerne tutti i titoli, così il tutto finisce per essere niente. Non ti è di nessun contributo. Interessante l’utilizzo di moderne tecniche non invasive, non di scavo, come i rilevamenti aerei. E l’incrocio di diverse tecniche. Il professor Moscatelli ha perfezionato la topografia. La presentazione è stata affidata all’archeologa e professoressa Anna Maria Stagno, dell’università di Genova. In seguito hanno relazionato un professore dell’università di Macerata, il professor Sacco dell’università di Urbino, ha presento il dono di saluto al posto di Emanuela Stortoni (è proprio lei, la mia compagna di liceo?), che non era presente. E infine il festeggiato, professor Umberto Moscatelli. Che ha fatto un volo radente sull’Università dove ha insegnato per 50 anni.

Gli inizi, i cambiamenti, le riforme, il clima, le bibliografie con la loro crescita mostruosa… Tutto, in un clima di simpatia accademica, anche brillante, divertita… “Meno – ha sentito l’obbligo di aggiungere, ed era alla conclusione, e qui è stato lui che ha cominciato, non io – tutto. meno che… le teorie di Carlo Magno marchigiano! Quello no, quello lo abbiamo escluso, già studiato, accantonato, rifiutato, perché non c’è!”. Ho solo ascoltato, come del resto avevo fatto fino a quel momento, magari un po’ più attenta, dopo che aveva tirato fuori lui Carlo Magno! Perché ci guardava divertito, noi pubblico non accademico, non di colleghi, non di studenti, non di assistenti? Sapeva che eravamo lì per quello! Tra me e me ho pensato al vangelo di domenica scorsa: Gesù che balza su e caccia i mercanti dal tempio. Mai e poi mai io lo avrei fatto!

Mai e poi mai balzerei su a dire… Allora come è andata che poi lo stavo facendo? Dunque, il professore aveva detto: “Carlo Magno in Val di Chienti è una NARRAZIONE, non ha nessuna radice archeologica, nessuna documentazione rigorosa”. E con quello avendo concluso il suo intervento, che chiudeva il quadrifoglio degli interventi, tanti saluti, qualcuno ha chiesto se ci fossero domande, non ce n’erano e così ho alzato la mia manina: “Posso?” Ha detto sì. Anzi ha detto: “Mi sembra di conoscerla…”, che era un invito a presentarmi, visto che lì non ero conosciuta. “Sono Liana Maccari, eccetera eccetera. Ho scritto un libro: Gioie Medievali, racconti e note. È NARRATIVO.” – “Come s’intitola?” – mi ha chiesto. Ho ripetuto il titolo (oh, stavolta il titolo l’ho azzeccato). “Gioie Medievali. Perché il Medioevo mi appassiona, come a molti di noi Marchigiani e poi il passato, la memoria, come qui avete detto benissimo…ecc. ecc. Dunque la domanda è questa: lei dice che Carlo Magno qui da noi è una NARRAZIONE, perché non ci sono i documenti archeologici. Le posso chiedere se lei pensa che sia più storica la NARRAZIONE del Carlo Magno ispirato dallo spirito di grandeur FRANCESE o la NARRAZIONE del Carlo Magno ispirato dalla potenza militare della PRUSSIA? Perché quelle sono di sicuro narrazioni!”

Mi ha subito risposto: “Che c’entra?” E ha tirato fuori la conferenza di Franco Cardini! E me l’ha ripetuta! E alla fine sai cosa pensa? Che Carlo Magno sia un personaggio Europeo! Con quali prove? (NARRAZIONE europea, dunque questo pensa? Vorrebbe poi dire inventato di sana pianta negli anni ‘90!, avrei voluto commentare). Ma è chiaro che era tutto suo diritto ridere di me e non viceversa e così, con molta brillante retorica accademica si è divertito. Intanto altri hanno preso la parola ed esposto la mancanza di prove archeologiche carolinge ad Aachen, in Germania. Nessuno poi prova a cercarle in Francia! Un altro mi ha fatto i complimenti, perché riteneva che io fossi il Maestro in persona, e cioè la professoressa Simonetta Torresi! Maestra di Medioevo e di Fioretto!

No, non sono io D’Artagnan! Il professore Moscatelli è stato molto fermo e a suo agio sulle sue posizioni, per ora chiuse. Ma credo che farà come me: in venti anni di insegnamento ho avuto da pensare in certi termini ma una volta fuori dalle istituzioni sono diventata una mente libera e finalmente fo le mie scoperte. Me lo auguro perché ha la conoscenza, le capacità e la libertà da utilizzare e lo farà senz’altro. E si scontrerà contro quelli che sono gli ostacoli alla verità sul medioevo marchigiano: i poteri e i mercanti del tempio.

 

Nota del Direttore – La rucola all’incontro non c’è andata perché, per dirla in dialetto, “A discóre co’ quissi e a fa’ a cappellate co’ li passiri adè la stessa cosa!” Per quanto riguarda la conferenza del professor Cardini alleghiamo qui sotto i link del nostro report, tratto dalla registrazione della conferenza, quindi assolutamente veritieri per una giusta informazione come nostro costume. 

L’incontro a San Claudio al Chienti con lo storico Franco Cardini – prima parte | Associazione culturale La Rucola

Incontro a San Claudio al Chienti con lo storico Franco Cardini – seconda parte | Associazione culturale La Rucola

Incontro a San Claudio al Chienti con lo storico Franco Cardini – terza e ultima parte | Associazione culturale La Rucola

Liana Maccari

12 gennaio 2026

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